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PER IL ‘PROSECCO DOC’ QUANTITÀ IN CALO MA QUALITÀ BUONA

La vendemmia 2021 si annuncia in ritardo in tutte le zone vitivinicole del Veneto, compresa la vasta area del Prosecco Doc, che interessa cinque province venete – ad esclusione di Verona e Rovigo – e il Friuli-Venezia Giulia. Come le uve degli altri vitigni veneti, anche la Glera, Prosecco, paga dunque pegno per il bizzarro andamento climatico che ha contraddistinto la presente annata, si spiega da Veneto Agricoltura.

Per quanto riguarda la qualità delle uve destinate a diventare Prosecco 2021, gli operatori sottolineano che è ancora presto per fare proclami, in quanto tutto si deciderà durante la lunga e delicata fase di maturazione, però i presupposti sono buoni, in particolare per le aree rimaste indenni dalle grandinate.

Le uve dell’area Prosecco Doc sia veneta che friulana in questo momento sono in piena fase di invaiatura – gli acini cominciano a maturare e a prendere colore – per le varietà destinate al taglio, come Pinot e Chardonnay, l’invaiatura è in uno stadio avanzato. Fatto sta che ad oggi lo stato sanitario delle uve nel grande comprensorio del Prosecco doc è assolutamente soddisfacente. Gli operatori hanno saputo contenere le principali fitopatie della vite, anche se – come rilevano i tecnici del Consorzio di Tutela – quest’anno si sono ripresentate come nel 2020 alcune criticità che un po’ preoccupano gli operatori, vale a dire il mal dell’esca e ancor più la flavescenza dorata.

Foto in evidenza da Facebook @proseccodoc

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