‘ENOTECA PINCHIORRI’ METTE ALL’ASTA VINI PER PAGARE DIPENDENTI

Il Covid-19 e il conseguente lockdown hanno generato una crisi economica nei settori della ristorazione e del turismo che stenta – almeno per ora – ad arrestarsi. A parte timidi passi di ripresa l’auspicata ripartenza, soprattutto nelle città d’arte, ancora non c’è stata. E c’è chi ha deciso di fare scelte coraggiose e responsabili al tempo stesso. E’ il caso della storica Enoteca Pinchiorri di Firenze, che dal 1979 è ancora oggi meta fissa dell’enogastronomia italiana e internazionale. di Firenze gioiellino. Fucina di chef stellati, tra cui Carlo Cracco, locale tristellato e premiato come ‘Miglior Ristorante d’Autore’ a Host Milano da parte della giuria del Premio Internazionale di Architettura e Design ‘Bar, Ristoranti e Hotel d’Autore 2016’. In un’intervista al Corriere della Sera Giorgio Pinchiorri ha spiegato dell’asta dedicata ai suoi vini che si terrà a Londra il 12 settembre: 2.250 bottiglie (divise in 864 lotti) italiane e francesi per un valore base di 2 milioni di euro. “In questa situazione – spiega Pinchiorri – i proventi dell’asta aiuteranno perché voglio fare una cosa per i miei dipendenti che sono 51, molti lavorano con me da dieci, 15 anni. Il proprietario dell’enoteca più famosa d’Italia va dritto al cuore: “hanno accumulato 30, 40, 50 giorni di ferie e, indipendentemente da come andrà l’asta, la prima cosa che farò sarà liquidare quegli arretrati nella busta paga di dicembre poi quel che avanza, se avanza, si userà per ristorante e cantina. Questi soldi ci aiuteranno anche nel 2021, perché la crisi ci stangherà almeno per i primi sei mesi”. Foto in evidenza e interne da Facebook @enotecapinchiorri