‘PIADINA ROMAGNOLA’, ARRIVANO LE VARIANTI DEL DISCIPLINARE

Farina, acqua, sale, strutto o olio d’oliva: questi sono i quattro semplici ingredienti che impastati a dovere fanno della ‘Piadina Romagnola’ un prodotto simbolo di questa terra ma conosciuto in tutta Italia e all’estero. Nel 2014 ha ottenuto dalla Commissione Europea la certificazione Igp – ‘Indicazione Geografica Protetta’ – con lo scopo di valorizzare il prodotto e tutelarlo dai rischi di contraffazione in varie parti del mondo.

Da quel momento in poi la ‘Piadina Romagnola o Piada Romagnola’ era solo quella prodotta nel suo luogo di origine, ovvero la Romagna, nel rispetto del Disciplinare europeo. A condurre questa battaglia è stato il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola in un percorso che aveva visto la Romagna fare sistema a tutela del suo ‘cibo di strada’.

La Produzione di Piadina Romagnola Igp certificata lo scorso anno è stata di 23.756 tonnellate per un valore che ha sfiorato i 34 milioni di euro. Il trend di crescita ha registrato, in nove anni, un incremento del +251%, pari a quasi 17.000 tonnellate in più. La produzione è passata dalle 6.768 tonnellate del 2014 alle 23.756 del 2022.

L’attuazione del nuovo ‘Disciplinare’ fa un ulteriore passo in avanti. Recependo proposte, indicazioni e richieste arrivate da più parti nel territorio, si apre alla possibilità di alcune varianti divenute parte integrante nella produzione della Piadina Romagnola. Prima di tutto sul fronte delle farine con la possibilità anche dell’utilizzo di farine di farro; riconosce materie opzionali come latte vaccino, miele di fiori, e l’olio di semi di girasole purché utilizzato insieme e in quantità inferiore all’olio extravergine d’oliva.

Il nuovo ‘Disciplinare’ spiega: “numerosi produttori integrano gli ingredienti di base per realizzare prodotti più personalizzati, sulla scia di quanto accadeva quando la produzione era casalinga o micro-artigianale, e ogni famiglia ritoccava in modo più o meno evidente la ricetta di base, oggi riportata nel disciplinare. Tra questi ingredienti il latte e il miele sono quelli più utilizzati, e sono anche richiamati più spesso della documentazione storica. Questa modifica potrà permettere a più produttori, in gran parte – ma non solo – piccolissime imprese, di partecipare alla produzione Igp Piadina Romagnola, utilizzando le ricette da essi adottate da molto tempo a questa parte e uniformandole al disciplinare e al sistema di controllo della Igp”.

Credits: @piadinaromagnolaigp

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