MANI O FORCHETTA? È IL ‘POLLO ARROSTO DAY’… SCELTO DAL 95% DEGLI ITALIANI

La pasta è il piatto più amato dagli italiani, ma subito dopo maccheroni, fusilli e lasagne secondo le stime di ‘Unaitalia’ – l’Associazione nazionale dei produttori di carni bianche – c’è il pollo arrosto, gradito dal 95% degli italiani.

A questo piatto, il 2 ottobre è dedicata una vera e propria maratona social con tanto di ricette e consigli per cucinarlo, in occasione del cosiddetto ‘Pollo arrosto day’, e raccontare le sue diverse declinazioni, da quella familiare a quella popolare delle rosticcerie, a quella gourmet.

Il pollo arrosto è il finger food adatto a ogni contesto e che sdogana i diktat del galateo: il 53% lo mangia con le mani, soprattutto a casa e in famiglia (59%), ma il 64% degli italiani sarebbe disposto a farlo se il galateo lo autorizzasse (il 29% anche in una cena romantica o formale).

Il 72% è convinto che il celebre slogan ‘chi non si lecca le dita gode solo a metàsi addica appieno anche a questo piatto perché la sapidità rimane sulle mani e l’esperienza deve essere totale (49%) e fa tornare bambini (33%).

Mani o forchetta? Questo il tema della sesta edizione che vede protagonisti gli chef Cristina Bowerman (1 stella Michelin), Max Mariola, i toscanissimi Federico Fusca (tra i 10 best italian’s food influencer su Forbes e uno degli chef di ‘È sempre Mezzogiorno e Daniele Rossi (3 milioni di follower), tra le coppie di chef-tiktoker più seguite sui social che hanno spopolato anche su Instagram con le loro microricette da 30 secondi, ma anche la rete dei pollo lovers di Giallo Zafferano, e gli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied) inventori di un utensile per non sporcarsi le mani.

In occasione del ‘Pollo Arrosto Day’, l’Accademia italiana del Galateo ha riscritto le regole dell’assaggio in un manifesto con 10 spunti e consigli per gustare il pollo arrosto con le mani: si va dal non farlo mai al primo appuntamento, al mettere a proprio agio i commensali, come fece la regina Margherita – che afferrò una coscia di pollo per mettere a proprio agio lo zar Nicola I in difficoltà nel disossare il pollo – al gustarlo con tre dita, come faceva la nobiltà rinascimentale, ma senza alzare il mignolo.

You don't have permission to register