ENOTECA INVENTA BRACCIO PER BERE VINO A DISTANZA

Sperando che la pandemia finisca al più presto, mentre il governo prova a pianificare la ripartenza gli esercenti del comparto food hanno già cominciato ad attivarsi per essere pronti alla cosiddetta ‘fase 2’. A Roma nel quartiere Monteverde Vecchio, l’osteria enoteca ‘Al Grammelot’ di via Carini ha ideato una sorta di braccio per permettere ai clienti di bere vino a distanza ma in compagnia. Un’idea ingegnosa, al tempo stesso funzionale e in linea con quelli che probabilmente saranno i dispositivi in vigore anche nei prossimi mesi a virus finito. Perché anche se con una certa flessibilità, ma il distanziamento sociale per le attività commerciali e di ristorazione sarà una necessità con cui convivere per un po’. Idea ingegnosa, appunto, come l’originalità del proprietario Teodoro Capone, eclettico e geniale. Intrattenitore genuino, appassionato di storie che ama farsi raccontare e che restituisce ai clienti con altrettanta generosità fino a chiusura. Per i più fortunati con il bicchiere della staffa. Proprio dove c’era la storica e rinomata frutteria del papà Alfonso, da circa 15 anni c’è ‘Al Grammelot’ e Teodoro – vero oste – ha saputo mantenere il legame con il quartiere facendone una location a misura d’uomo. Il resto è per chi sa usare il palato. Etichette non convenzionali, carta dei vini di qualità. Ai fornelli il giovane chef Marco Oncini. Ovviamente, manco a dirlo, l’invenzione per bere a distanza si chiama ‘Al Braccelot’.

Foto in evidenza e interne da Facebook @algrammelot